CHIESA SAN DONATO

TALSANO (TA)

CHIESA SAN DONATO DI TALSANO (TARANTO)

LA STORIA

Percorrendo la strada provinciale 107, che dal bivio di S. Giorgio-Pulsano conduce a Talsano, si attraversa il piccolo centro abitato della contrada S. Donato e non si può non notare e, di conseguenza, fermarsi davanti alla Chiesa parrocchiale dedicata appunto a S. Donato.

La facciata è slanciata, bella ed elegante, in stile prevalentemente romanico con alcuni elementi propri del gotico. Infatti il portale, anche se non in modo accentuato, disegna un arco a sesto acuto; in alto, al centro, un’elegante trifora, e, nella parte più alta, ai lati, la facciata termina con due piccole guglie.

Davanti a questo piccolo gioiello architettonico, nella limpidezza delle sue forme, quella che forse da tanti è considerata la tipica chiesa posta nella periferia di ogni altro centro abitato, è da molti sconosciuta; al contrario, sembra il centro ideale dell’entroterra jonico. Non è una esagerazione.

Se si sale sul terrazzo della Chiesa, davanti alla distesa della campagna, allargando le braccia quasi a segnare i punti cardinali, e tutt’intorno, roteando su se stessi, si riconoscono i diversi comuni della Diocesi, a cominciare da Sud: Leporano, Pulsano, Faggiano, e poi un po' più distante, sempre roteando su se stessi, in senso antiorario, S. Giorgio Ionico e poi la vasta distesa della salina grande e, a seguire, il panorama di Taranto che si distende lungo il golfo, bagnata dal mare, e poi ancora, Lama e l’agglomerato dei palazzi di Talsano-Tramontone fino a chiudere il cerchio verso l'abitato di Talsano.

Il centro ideale è proprio S. Donato.

La Parrocchia di S. Donato, anche sul piano della vita religiosa nel recente passato, è stata ed è punto di riferimento di molte famiglie provenienti dai comuni della Diocesi.

La chiesa si compone di un'unica navata terminante con un'abside semicircolare, nella quale è sistemato l'altare.

Le strutture portanti della chiesa sono totalmente in muratura in conci di tufo carparino locale.

La copertura è formata da un sistema di volte in conci di tufo.

All'interno: di marmo pregiato sono oggi i pavimenti, l'altare, i rivestimenti dei piedritti e delle pareti absidali e della navata.

Le nicchie sono rivestite con tesserine dorate a mosaico. Tutti gli infissi sono in legno douglas e le finestre in ferro battuto e vetro cattedrale.

Girandosi verso l’ingresso, si nota un grande e rifinito tamburo in legno lavorato, che protegge l’interno della Chiesa dai rumori esterni o da eventuali intemperie.

Nel lato destro, in pregiato marmo è situato il Battistero con sullo sfondo un grande dipinto su legno raffigurante il Battesimo di Gesù, opera del 1936 del pittore tarantino Pier Paolo Salinaro.

Per S. Donato l’opera fu acquistata nel 1960.

In alto, il tamburo termina con una piccola loggia che delimita la cantoria e, svettanti, nella loro eleganza, a contrasto con la luce che penetra attraverso la trifora, si delineano le canne d’organo.

Riportando lo sguardo in avanti, osservando l’altare, dalla sinistra dell‘abside si entra in sacrestia, costruita negli anni ’60.

All'interno si può notare il grande quadro del Vescovo di Nardò Mons. Giuseppe Ricciardi che nei primi anni del ‘900 aveva voluto e fatto costruire la chiesa, dedicandola a S. Giuseppe. 

L'INTERNO DELLA CHIESA

La chiesa si compone di un'unica navata terminante con un'abside semicircolare, nella quale è sistemato l'altare.

Le strutture portanti della chiesa sono totalmente in muratura in conci di tufo carparino locale.

La copertura è formata da un sistema di volte in conci di tufo.

All'interno: di marmo pregiato sono oggi i pavimenti, l'altare, i rivestimenti dei piedritti e delle pareti absidali e della navata.

Le nicchie sono rivestite con tesserine dorate a mosaico. Tutti gli infissi sono in legno douglas e le finestre in ferro battuto e vetro cattedrale.

Girandosi verso l’ingresso, si nota un grande e rifinito tamburo in legno lavorato, che protegge l’interno della Chiesa dai rumori esterni o da eventuali intemperie.

Nel lato destro, in pregiato marmo è situato il Battistero con sullo sfondo un grande dipinto su legno raffigurante il Battesimo di Gesù, opera del 1936 del pittore tarantino Pier Paolo Salinaro.

Per S. Donato l’opera fu acquistata nel 1960.

In alto, il tamburo termina con una piccola loggia che delimita la cantoria e, svettanti, nella loro eleganza, a contrasto con la luce che penetra attraverso la trifora, si delineano le canne d’organo.

Riportando lo sguardo in avanti, osservando l’altare, dalla sinistra dell‘abside si entra in sacrestia, costruita negli anni ’60.

All'interno si può notare il grande quadro del Vescovo di Nardò Mons. Giuseppe Ricciardi che nei primi anni del ‘900 aveva voluto e fatto costruire la chiesa, dedicandola a S. Giuseppe. 

MONSIGNOR RICCIARDI

Monsignor Giuseppe Ricciardi, nacque a Taranto, nella seconda meta dell’800 da nobile famiglia: divenuto sacerdote, esercitò il suo ministero nella stessa Taranto, in qualità di Rettore della allora Rettoria (ora Parrocchia) del Carmine e di Padre spirituale della gloriosa Confraternita costituita presso la medesima chiesa.

Divenuto Vescovo, fu destinato alla diocesi di Nardò.

Lì si dedicò con vivissimo zelo. ma anche con molta energia, a promuovere la fede, restaurare i costumi e, in particolare modo, la disciplina ecclesiastica.

Proprio a causa di quest’ultima azione incontrò, e dovette superare, notevoli difficoltà; andò incontro a contestazioni ed ostilità, a dire poco, clamorose. (Si dice che gli fu inviata una scatola chiusa contenente dei serpenti).

Morì di polmonite, piuttosto giovane. nei primi anni del ‘900. La sua salma, trasportata a Taranto, fu tumulata nella tomba di famiglia.

Negli anni ’70, un riconoscimento, anche se tardivo, della sua azione e dei suoi meriti gli fu tributato, da Mons. Corrado Ursi, allora vescovo di Nardò, poi cardinale, arcivescovo di Napoli. Questi curò il trasloco dei resti mortali di S. E. Mons. Ricciardi dal cimitero di Taranto alla cattedrale di Nardò che, a suo tempo da lui stesso era stata sontuosamente restaurata.

Nella contrada di San Donato, frazione di Talsano, in agro di Taranto, Mons. Ricciardi, come beni di famiglia, possedeva una vasta estensione di terreni, con una maestosa palazzina, ora fatiscente, e con all’interno una sala-cappella.

A San Donato, d’estate, era solito trascorrere un periodo di villeggiatura anche da vescovo, giungendo da Nardò in carrozza.

Sul suolo di sua proprietà volle costruire, a sue spese, la nostra chiesa, dedicandola al santo di cui portava il nome: San Giuseppe.

La povera popolazione locale contribuì alla realizzazione dell’opera come meglio poté: con qualche giornata lavorativa o con il trasporto di materiale vario col proprio carretto. 

DON FRANCESCO MASTROVITO

don francesco mastrovito 01

ALCUNE DATE SIGNIFICATIVE

1. La Chiesa fu costruita nel 1904-05 ad opera di Mons. Giuseppe Ricciarcli, Vescovo di Nardò. Una prima lapide ne ricorda l’evento.

2. ll 7 ottobre 1949, la Chiesa di S. Giuseppe in S. Donato viene eretta a Parrocchia intitolata a S. Donato da Mons. Ferdinando Bernardi, Arcivescovo di Taranto.

3. Nello stesso anno Francesco Mastrovito, giovanissimo sacerdote, viene nominato parroco di S. Donato.

4. La parrocchia di S. Donato si estende su un territorio molto vasto che confina con i comuni di S. Giorgio Jonico, Faggiano, Pulsano, Leporano,  e con la parrocchia N. S. di Fatima di Talsano.

Abbraccia varie contrade: S. Donato, Sanarica, Lucignano, Nisi, Campofreddo, Palumbo.

La popolazione sparsa in queste varie contrade è maggiormente concentrata in contrada S. Donato. Il numero complessivo degli abitanti qui residenti alla data della erezione della parrocchia (1949) era di circa 1300 residenti.

5. Presto si avvia il progetto pastorale per l’evangelizzazione delle campagne con le missioni popolari, il catechismo parrocchiale per i fanciulli e l’Istituzione dell’Azione Cattolica.

6. Nel 1951 data d’inizio dei lavori per la costruzione della casa parrocchiale e delle opere parrocchiali.

Progettista e Direttore dei lavori fu il Geom. Oreste Mandese.

7. Nel 1952 ebbero inizio le attività educative e sociali con l'inaugurazione dell’asilo infantile frequentato da circa 60 bambini e da circa 80 fanciulli che, negli stessi locali della Parrocchia, ricevevano la refezione calda.

8. Nel 1960 iniziarono e si conclusero i primi lavori di restauro della Chiesa.

Direzione tecnica dei lavori: Ing. Vito Petio

Direzione artistica: Prof. Gennaro De Marco

Con queste parole don Francesco ricorda i progettisti e protagonisti dei lavori di restauro di S. Donato.

"L’ing. Vito Petio ha progettato la sacrestia, l’arco campanaria, il muretto di recinzione del giardino e ha diretto tutto l’insieme dei lavori di restauro, senza alcun compenso.

Il Prof. Gennaro De Marco ha disegnato il nuovo altare, la cantoria, il confessionale, le opere in legno dell’ingresso, le opere in ferro battuto, anche quelle poste a protezione dei vetri delle finestre. Ha curato personalmente la scelta dei marmi, armonizzandone i colori, la scelta dell’arredamento, e perfino la scelta delle statue, perché tutto fosse rigorosamente in stile con le linee architettoniche della Chiesa.

Con immenso amore, oltre che con la massima competenza, per mesi ha dedicato ore e ore del suo tempo libero per curare l’esecuzione dei lavori.

Ha seguito anche la realizzazione dell’altare in marmo, delle opere in legno e in ferro battuto non solo in fase di allestimento, ma anche nei singoli laboratori artigianali di Taranto e di Talsano dove venivano lavorati. Il tutto ha fatto per pura amicizia”.

9. Nel 1966 il giorno 5 luglio, davanti al Dottor Vincenzo Palmieri, notaio in Taranto, la signora Anna Bellando-Randone in Ruggirei, dona, attualmente ed irrevocabilmente, in favore della Mensa Arcivescovile di Taranto... la bella chiesa in stile gotico-romanico di pregiata architettura..., eretta in agro di Taranto, contrada San Donato”.

Era già Arcivescovo di Taranto Mons. Guglielmo Motolese.

10. Nel 1981 furono effettuati altri lavori di restauro e di abbellimento: la Chiesa fu decorosamente arredata e decorata.

11. Nel 1982, il 7 febbraio, Mons. Motolese si reca alla Parrocchia S. Donato per la Visita Pastorale.

12. 1987 S. E. Mons. Salvatore De Giorgi, successore di Mons. Motolese, (dal 1987 al 1990) venuto a Taranto, nel primo anno del suo ministero, visita e incontra la comunità di S. Donato.

13. Il primo Battesimo: in data 22 dicembre 1949.

14. I Battesimi amministrati in Parrocchia fino al 1994, sono stati 2870.

15. Primo matrimonio in data 18 marzo 1950.

 

LA TRAGICA MORTE DI D.DAVIDE BOCCUNI

S.E. Rev.ma Mons. FILIPPO SANTORO

Omelia per il funerale di don Davide Boccuni

Celebriamo questo momento toccati da un dolore improvviso, toccati da una sofferenza molto grande per quello che è accaduto ieri. E oggi la Parola di Dio, il Vangelo di Giovanni ci dice: 'Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa' (Gv 3, 35). Gli ha dato in mano ogni cosa, tutto è nelle mani del Signore, don Davide è nelle mani del Signore. E' nelle mani del Signore la nostra Diocesi, è nelle mani del Signore mamma e papà, famiglia, amici, la parrocchia di San Donato, siamo nelle mani del Signore noi sacerdoti, religiosi, religiose, i tuoi cari alunni di scuola, la comunità tutta qui presente; questa Chiesa grande e piccola per contenere le persone che gli volevano bene. Siamo nelle mani del Signore, il Padre gli ha dato in mano ogni cosa. Nel nostro dolore ci possono togliere tutto ma non ci possono togliere Colui che ha in mano tutto, il Signore nostro Gesù Cristo. Non ci possono togliere quello che don Davide ha predicato: l'Annuncio della Resurrezione, quello che lui ha amato, quello che lui già nella vita ha vissuto, il SI al Signore. Nella vocazione sacerdotale, nell'amore per la Chiesa, nel servizio alla sua comunità. Tutto ci può essere tolto, ma come dice San Paolo 'né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire,né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore' (Rom 8, 38-39). Né la morte, nulla ci può separare dall'amore di Cristo, perché lui ha nelle mani tutto. Il Signore, messo a morte è il Signore della vita. Don Davide nella sua semplicità, nella sua discrezione intensa e quasi fragile, aveva questa fermezza di seguire il Signore, di affidarsi a Lui e chiaramente nell'istante tragico quando il Signore l'ha chiamato il volto di Gesù gli sarà apparso nella sua bellezza e gli avrà detto: 'Vieni figlio mio, vieni con me, perché mi hai servito con il cuore, con la libertà e con tutto il tuo amore. Servo buono e fedele entra nella gioia del tuo Signore'. Anche noi carissimi fedeli e carissimi sacerdoti sentiamo forte la Parola di Cristo a cui abbiamo consegnato la vita, a cui abbiamo detto il nostri SI. 'Chi crede nel Figlio ha la vita eterna', è sempre il Vangelo di oggi che ce lo dice. 'Ha la vita eterna' come il nostro fratello sacerdote ha la vita eterna. Ha la vita che viene da quella fonte della Croce, dal Costato aperto di Gesù da questa origine: Sangue ed Acqua da cui fuoriesce l'Acqua del battesimo ed il Sangue dell'Eucarestia come abbiamo celebrato nella festa della Divina Misericordia domenica scorsa. Dal Costato di Gesù scaturisce questa vita che non muore, scaturiscono i Sacramenti, scaturisce il dono del Sacerdozio che Davide ha avuto. Amministrato da Monsignor Benigno Papa. Già ne ero al corrente, ma particolarmente in questo giorno ho toccato con mano l'affetto dei suoi parrocchiani, la stima, l'amore, la disponibilità nella semplicità di questo sacerdote che è stato una benedizione per tutto il popolo di Dio. La Prima Lettura ci diceva negli Atti degli Apostoli (5, 27-33) riferendo le parole  del sinedrio e del sommo sacerdote: 'Non vi avevamo espressamente proibito  di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento' E don Davide ha riempito la sua parrocchia dell'amore di Gesù, ha riempito la sua parrocchia dell'annuncio: 'Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare ad Israele conversione e perdono  dei peccati'. Il tuo annuncio, don Davide, è stato l'annuncio di Gesù che vince, Gesù che vince la morte, e tu che l'hai seguito puoi ora fare esperienza di questa vittoria. Tu puoi anche illuminare ciascuno di noi, assistere il Presbiterio e tutta la tua Parrocchia e la nostra Chiesa, come un Angelo che ci accompagna e che prega per noi. L'annuncio della conversione per la liberazione dei peccati, per questo hai comunicato, come ci dice Papa Francesco l'essenziale, cioè l'amore di Cristo che ci perdona sempre. L'amore di Cristo che non ci abbandona mai, che non ci lascia mai e da cui nemmeno la morte non ci può separare.Da don Davide non ci possiamo più separare, perché una volta accolto il messaggio del Signore Risorto, questo è per sempre. Don Davide non ci parlava di una sua capacità, ma dell'amore eterno di Cristo, per questo non ci possiamo più separare, non ci possiamo più dividere ed il Signore ci mantiene uniti.  Questa celebrazione nella parrocchia della Madonna di Fatima dà un segno della grande devozione che don Davide ha avuto verso la Madre di Dio, l'affetto filiale, la Consacrazione, l'offerta della sua vita perché possa essere annunziato in tutto il mondo il perdono dei peccati. Lo chiediamo per  lui, perché il Signore lo purifichi delle fragilità, delle colpe che abbiamo tutti, e quindi anche lui; in modo che sia condotto subito all'incontro con Gesù, con l'abbraccio eterno della Misericordia di Dio. Lo chiediamo, lo chiediamo alla Divina Misericordia, lo chiediamo alla Madonna di Fatima. Diremo una Ave Maria anche per la per l'altra persona coinvolta in questo incidente mortale.  E ora ti ringraziamo don Davide, ringraziamo la tua famiglia per il dono che ha fatto di te alla Chiesa, della tua vita donata per la gloria di Cristo, un dono che vale per tutta l'eternità. E noi ti ringraziamo per la tua offerta semplice e discreta e preghiamo il Signore per te, e tu prega e sii vicino a ciascuno di noi.

Grazie don Davide.